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mercoledì 4 giugno 2008

Desert trip

Sabato 31 Maggio 2008, Ingham
Ormai sono due giorni che abbiamo lasciato Cairns.. 48 ore potrebbero sembrare un piccolo lasso di tempo (in effetti lo è.. =p) ma ci è successo comunque qualcosa.

Proprio la sera in cui ci hanno lasciato Barbara e il Bent è arrivato nel nostro amato ostello Domenico (ragazzo veneto conosciuto al Gab che era stato con noi anche alle Blue Mountains) con cui abbiamo trascorso piacevolmente le nostre ultime ore nel nord della East Coast (ci ha anche cucinato un gustoso pranzetto.. io lo amo!).

Come già accennato nell’intervento precedente la nostra meta è il South Australia e per la precisione Port Augusta che altro non è che la prima città con una motorizzazione in cui poter fare il passaggio di proprietà della macchina (poi chi vivrà vedrà).
Questa decisione è maturata principalmente per un motivo: abbiamo portato l’auto da un meccanico per la Road Worthy Certification (collaudo) e ci è stato detto che avremmo dovuto spendere più del valore della macchina (circa 2500$) per renderla compatibile agli standard richiesti. Infatti, sebbene di problemi rilevanti non ce ne siano, ci sono una miriade di interventi da fare tra cui tergicristallo posteriore che non funziona, tettuccio interno da sistemare, portabagagli che non sta aperto, luce della targa bruciata, etc etc etc.
L’unico intervento che, sotto consiglio del tipo (uguale a Magnum PI), decidiamo di fare è l’acquisto di 4 gomme nuove. Così ci mettiamo alla ricerca delle tyres più convenienti e le facciamo montare. Questo non è stato l’unico esborso infatti ci siamo dotati di attrezzatura come una tenda da 3, un fornelletto a gas, una tanica di benzina e una di acqua, morsetti per la batteria, cavo da traino e qualche altra amenità che di sicuro mi sto scordando. =)

Finalmente ci mettiamo in moto con destinazione Ingham dove passeremo la prima notte in campeggio. Arriviamo qui quando è già buio senza particolari problemi, facciamo il pieno (mamma mia quanto succhia sto 3.8L!) e cerchiamo il camping.


Montiamo la tenda nuova senza troppi problemi, ci facciamo una doccina, qualcosa da mangiare (porca miseria ci siamo scordati i fiammiferi!!!) e andiamo subito a letto. La notte passa tranquilla anche se fredda e non troppo comoda.. la mattina non riuscivamo ad uscire dai sacchi a pelo.. io, a detta della Cri, sembravo uno di quei Winnie Pooh da attaccare ai cellulari.. MITICO! =)


Una volta pronti a partire alla volta delle cascate più alte d’Australia (Wallaman Falls) facciamo una terribile scoperta.. la macchina non si accende!!!
Un grosso momento di sconforto ci assale.. ecco l’ennesimo problema legato alla car!
Sarà l’umidità? La batteria scarica? Qualche problema serio?
Proviamo ad avviare la macchina agganciando i morsetti alla batteria del gippone di un signore molto gentile accampato al nostro fianco.. nulla di fatto.. =(
Così decidiamo di andare alla reception per chiamare un meccanico che ci possa dare l’ennesima bastonata sul groppone.. il marito della padrone si offre di dare un’occhiata al nostro mezzo in panne e dopo vari tentativi e smanetta menti riusciamo a metterla in moto! VIVA VIVA VIVA!
In pratica, da quello che ci ha detto, c’era qualche contatto sporco tra la batteria e il motorino di avviamento.. bastava darci una pulita e tutto è tornato a funzionare “alla perfezione”.
A quando il prossimo guaio meccanico?! Speriamo non in mezzo al nulla.. pregate.. =p

Se non altro la giornata si risolleva decisamente con lo spettacolo offerto da queste famigerate waterfall che abbiamo visto dall’alto e dal basso della gola.. maestose!!!



Una volta raggiunta la base a piedi rimaniamo estasiati per il fantastico arcobaleno che formano le particelle d’acqua presenti nell’aria (dopo un volo di quasi 300 metri le trovi anche lontano dal punto di impatto). Ci stendiamo sulle rocce ad ammirare questo capolavoro naturale e rilassarci un attimo.. è incredibile come l’acqua sembri tramutarsi in polvere nel suo inarrestabile cadere nel vuoto.. è altrettanto incredibile pensare che la forza di gravità la attrae inesorabilmente da secoli e secoli!!! =o

Qualche ora dopo eccoci a Townsville a fare scorte di cibo per le lunghe giornate che ci attenderanno e a passare la seconda notte in campeggio.
Ancora non siamo “partiti”ma abbiamo già incontrato forme di vita molto particolari e indicazioni stradali non troppo chiare.. che Dio ce la mandi buona!





Martedì 3 Giugno 2008, somewhere in between Mount Isa and Tennant Creek
Sono in macchina.. stiamo affrontando probabilmente uno dei più lunghi tratti di questi giorni.. una tirata di circa 800km che ci porterà da Mount Isa a Tennant Creek, dalla strada che taglia l’Australia in orizzontale a quella che la taglia in verticale. Ed ecco finalmente intorno a me il “deserto”, dopo quasi 6 mesi ho salutato la east coast e il suo mare infinito, per addentrarmi nel cuore rosso e misterioso della terra degli aussie.
L’attesa e la curiosità dell’addentrarsi in questo nuovo mondo (perché di nuovo mondo si tratta) erano tante e non sono state tradite.. finchè uno non lo prova non può credere che sia veramete così come lo dipingono i “sopravvissuti”.. niente!
C’è una strada drittissima di cui non puoi vedere la fine tanto che sembra entrare nell’orizzonte.. orizzonte dipinto da un azzurro vivo sporcato di quando in quando da nuvole lunghissime e larghissime, cortissime e strettissime, ma di un bianco e un candore unico.


Ai lati della strada si susseguono distese e distese di terra.. all’inizio verdeggiante e piena di arbusti, in seguito il colore predominante passa al giallo insecchito dell’erba alta per poi diventare di un rosso terra bruciato dal sole che picchia insistentemente per tutta la giornata e fa trasudare di calore l’asfalto in lontanza.
Ti capita di non incontrare anima viva per kilometri e kilometri.. poi all’improvviso in lontananza vedi una figura sempre più grossa e imponente avvicinarsi fino a farti impressione e a spostarti quando ti è a fianco.. ecco i Road Trains! Sono camion che raggiungono lunghezze di 50 metri e non si fermano o rallentano per nessun motivo al mondo.. probabilmente sono loro una delle cause maggiore di tutti i canguri che vedi falcidiati ai lati delle strade.
L’incantevole monotonia di questo luogo è interrotta anche dai paesini che attraversi.. sono piccoli agglomerati di case costruiti a distanze siderali l’uno dall’altro intorno alla highway (inizio a capire perché ci sono ovunque dei piccoli areoporti). Non oso immaginare come possano essere i villaggi (?!) raggiungibili solo tramite carraie sterrate di qualche km che dipartono dalla strada principale.. saranno ancora abitati o centri fantasma?! Come e di cosa vivranno le persone?! Magari per loro è normale ma per me, nato e cresciuto in città, è qualcosa di inconcepibile!



È proprio incredibile pensare che nemmeno due settimane fa eravamo nel bel mezzo di una foresta pluviale mentre ora siamo nel mezzo della savana. La cosa assurda è che il clima si è modificato radicalmente non per il passare del tempo ma solo per un migliaio di kilometri di viaggio.
Savana credo sia il termine adatto per definire il luogo che stiamo attraversando.. la Lonely Planet usa la stessa definizione e, guardando fuori dal finestrino, la mia mente mi riporta alle foto dell’Africa che mi sono state mostrate da persone che hanno fatto viaggi in quel continente.

Il viaggio sta procedendo bene, per il momento non ci sono stati intoppi o problemi di alcun genere (se si escludono gli ingenti esborsi di denaro per dare da bere a questa sanguisuga).. le giornate in macchina sono davvero lunghe ma il mezzo e la nostra mente tengono in maniera stoica.. =)
Ormai abbiamo passato 4 notti in tenda (siamo quasi dei campeggiatori provetti).. solo qualche ostacolo: a parte il fatto che intorno a te non vedi più ragazzi ma persone adulte o aziane e (al contrario degli ostelli) ti senti tu un pochino fuori luogo, la terra si fa sempre più dura e aspra per cui piantare i picchetti della tenda è tutto tranne che facile, durante la notte il freddo è sempre più pungente e a volte nemmeno il sacco a pelo sembra bastare (di giorno caldo torrido, di notte freddo polare.. we are on a “highway to hell”), la forte invidia per quei signori di mezza età con dei camper e delle roulotte più grosse del palazzo in cui vivo e il cibo da vero disperso nel deserto (gran scatolette, riso e pasta.. spero che il mio intestino non si ribelli per la carenza forzata da fermenti lattici!!!).. =p



Martedì 4 Giugno 2008, Alice Springs
2500km.. questa circa la distanza tra Cairns e Alice Spring.
In poco meno di 5 giorni è come se ci fossimo fatti quasi tre volte Milano-Palermo.
Ma sapete qual è la cosa strana?! Non lo senti.. non ti pesa. In Italia nessuno si metterebbe in macchina e si farebbe delle maratone del genere.. o almeno, io non lo farei mai (mi viene già male al pensiero di stare in macchina da Parma a Milano quando vado allo stadio.. =p). Ma qui lo fai, è come se fosse normale, è come se la tua mente e il tuo corpo sapessero che devi farlo e di conseguenza, non solo non si ribellassero, ma ti assecondino.
Il tempo è una variabile che ormai è andata persa.. non saprei dire che ore sono, che giorno è, quando siamo partiti, da quanto siamo in viaggio!!!
In questa distesa interminabile di nulla è come se perdesse significato.. guidi, guardi fuori dal finestrino, chiacchieri, sonnecchi, leggi qualche opuscolo, studi la macchina, ti informi su cosa c’è da fare e vedere, ti sgranchisci le gambe in una delle rare roadhouse che trovi sulla highway.. ma è come se fossi in un ambiente ovattato in cui tutto scorre e nemmeno te ne rendi conto.. =)

Qualche piccola curiosità su qualche posto che abbiamo visto o in cui ci siamo fermati (fonte Lonely Planet Australia).
Cloncurry è un paesino che è stato il maggior esportatore di rame dell’impero britannico nel 19° secolo. È ricordato anche per due altri motivi: è il luogo in cui fu fondato il Royal Flying Doctor Service (ente no proif che fornisce pronto soccorso e trasporto ai bisognosi nelle zone più remote dell’outback  out of the back = lontano da tutto) e dove è stata raggiunta la più alta temperatura mai registrata in Oz: ben 53,1° all’ombra nel lontano 1889.
Mount Isa è la principale città dell’outback, circondata da catene montuose di pietra rossa e verdi arbusti. È famosa per la ricchezza del sottosuolo (piombo, zinco, argento e rame) che ha richiamato un sacco di manodopera nelle miniere.. non per altro il rapporto uomini donne è di 3:1 (non è la mia città.. =D). Peccato non essere riuscito a visitare una miniera e l’ospedale sotterraneo, costruito sotto quello vero durante la seconda guerra mondiale per la paura dei bombardamenti (ho visto alcune fotografie ed è davvero particolare: cunicoli umidi tenuti in piedi da travi di legno con letti e tutte le attrezzature del caso), e ora usato come magazzino e come luogo di riposo per le infermiere durante i turni notturni.
Devils Marble sono delle formazioni granitiche un centinaio di km a sud di Tennat Creek. Sono davvero suggestive.. tutto ad un tratto lungo il deserto incontri queste mega uovone di roccia rossa una sopra l’altra.. alcune con forme particolari, alcune che non sai come fanno a stare in piedi.



Gli aborigeni lo ritengono un luogo mistico.. le pietre sarebbe le uova della potente divinità che ha dato vita a tutto: il serpente arcobaleno.
Abbiamo campeggiato qui la notte così da poter goderci il tramonto e l’alba che sono i due momenti in cui acquisiscono una tonalità unica, quasi come se stessero prendendo fuoco.


Ora siamo ad Alice Spring, la città (mi sento di definirla così) situata nel mezzo della direttrice che taglia a metà l’Australia verticalmente. Ancora dobbiamo esplorarla.. ma domani o dopodomani la lasceremo di già per proseguire alla volta del grosso monolito rosso.. Ayers Rock! =)

5 commenti:

Anonimo ha detto...

grande vituzzo bello! il tuo blog si contraddistingue sempre per le particolarissime foto...bizzarre, curiose e spassose...proprio come il mio nipotino luca! :-* baci baci baci

Anonimo ha detto...

Ho trovato il tuo blog prima di andare a nanna ...le parole e le immagini culleranno il mio sonno Baci

Anonimo ha detto...

Diario di viaggio vivace e stimolante
Leggendo eravamo vicini a te =D e gustavamo le cose belle e strane del nuovo mondo. Baci baci
PS perchè il tuo blog è doppio ?

Anonimo ha detto...

Tutto splendido: le foto, i colori, i paesaggi, le cascate...
Le ultime foto,quelle della "strada infinita", sembrano letteralmente uscite da un film.
Beato te che sei lì ad ammirare un mondo , per me, inimmaginabile!!

Anonimo ha detto...

è possibile conoscere il fotografo??garnde vituzzo non mollare...mi raccomando occhio sempre ai canguri...iscriviti al Aussie Milion